
La vita sulla Terra è gestita da un software sofisticato e invisibile che ci permette di esistere, un calcolo sottile fatto di milioni di correlazioni ed equilibri tra uomo, specie animali, vegetali, funghi, batteri, minerali, campi magnetici, scudi atmosferici, ciclo dell’acqua e risorse minerarie, frutto di millenni di adattamento. Continenti, oceani e poli sono da considerarsi oramai collegati da un’unica rete neurale, un habitat mundi di connessioni.
Nell’Antropocene la correlazione tra criticità ambientali, aumento della dipendenza dalla tecnologia e involuzione culturale non è mai stata così alta nei secoli precedenti.
L’artista in questa mostra ospitata dal MAIIIM e curata da Virginia Monteverde, espone opere video con immagini generate da dati statistici ambientali su varie tematiche impattanti, come le polveri sottili, l’acidificazione degli oceani, l’inquinamento acustico dei porti, la fusione delle calotte polari e, ad essi correlato, il tasso di impoverimento culturale, il livello scolastico in declino e il “brain rot” e la semplificazione dei linguaggi da social, che disabituano il nostro cervello alla comprensione delle complessità e ai pericoli ambientali divenendone anche indirettamente concausa.
Elaborate negli ultimi anni e in contesti diversi per la Biennale d’Arte di Venezia e quella di Architettura, per il Galata Museo del Mare, la Fondazione Bevilacqua la Masa e i CNR di Venezia e Genova, le opere sono confluite nel 2025 in un’imponente video e audio installazione immersiva ospitata dal Museo M9 del ‘900 di Mestre, che ha di fatto anticipato la nuova operazione “Cerebro_Mundi”, fatta di musica, opere, mostre e concerti multimediali.
Il progetto “Cerebro_Mundi che parte con la pubblicazione di un concept album sotto lo pseudonimo di Ottodix il 10 aprile 2026, è la fase di lancio dell’omonima operazione multimediale che l’artista dedica alle intelligenze naturali e ai sistemi complessi degli habitat di tutte le scale di grandezza, da quella del cervello umano a quella planetaria. Micro e macro sinapsi, tra economia, migrazioni, reti di comunicazione naturali e artificiali, in cui uomo e ambiente devono necessariamente trovare un equilibrio per convivere come in un unico organismo oramai inestricabile fatto di natura e artificio, con la logica del compromesso e del mutuo rispetto.
Il tour di eventi verrà ospitato anche in alcune sedi universitarie italiane, sviluppando contenuti tra scienza e divulgazione sui temi dell’habitat globale, con interventi di docenti ed esperti. Il debutto dello spettacolo sarà a Venezia, Teatro Auditorium S. Margherita di Ca’Foscari, per band, quartetto d’archi, animazioni su lavagna luminosa, talk e visuals.
Alessandro Zannier
Nato a Treviso nel 1971, Alessandro Zannier è un artista concettuale che lavora con arti visive e musica, tra scienza, ambiente e big data con opere e concerti dal taglio multimediale e divulgativo. Ha esposto in personali e collettive internazionali, varie edizioni della Biennale Italia-Cina, la Biennale di Curitiba 2019 (Brasile), il CAFA Museum Pechino e due Biennali di Venezia consecutive 2021/2022 (Architettura – Padiglione Italia e Arte – Padiglione Camerun).
Il suo progetto “ENT” di installazioni gemelle che incrociano dati ambientali tra l’Italia e i 6 continenti, iniziato tra Venezia e la Nuova Zelanda si è concluso negli Stati Uniti dove è stato esposto nella collezione dell’Istituto di Cultura di New York col supporto del curatore internazionale e architetto Alessandro Melis.
Collabora con atenei e istituti di ricerca internazionali con operazioni artistiche e sonore che indagano i sistemi complessi e le correlazioni tra natura e società.
Ha pubblicato 8 concept album, due raccolte e una biografia con l’alias Ottodix, considerato un progetto storico della musica electro-alternative italiana, che oggi invade spazi culturali e museali con concerti tra scienza, filosofia e ambientalismo.
La sua recente “Escalation><Involution” un’ imponente installazione immersiva video e sonora sul crescendo esponenziale delle criticità climatiche correlate all’impoverimento culturale dell’Occidente, è stata a lungo esposta nel 2025 al M9 – Museo del ‘900 di Mestre Venezia, unitamente alla mostra sull’ Impressionismo, capolavori di “Arte Salvata” dal bombardamento di Le Havre.
